Torino, 12 luglio 2025. Nella periferia torinese, culla del punk hardcore italiano, lo Spazio 211 ha riaccolto il Motorcity Summer Fest, tornato nella sua location originale dopo cinque anni. Un ritorno alle radici che ha reso l’evento ancora più speciale. L’aria è calda, e l’attesa è finita. Il pubblico è arrivato da ogni parte d’Italia, dalle Alpi alle isole, per partecipare ad uno degli eventi più attesi dell’anno.
La serata si apre con i Subliminal, giovanissimi ma con la fame e la grinta di chi vuole lasciare il segno. Dal primo riff, un’ondata di chitarre distorte e batteria martellante travolge il pubblico. Il pogo esplode subito: la gente si spinge, salta, e urla. Hanno dimostrato di sapere il fatto loro, e lo hanno fatto alla grande.
Salgono poi sul palco i Back From The Grave, accolti da un boato. Fanno subuti tremare il palco, mentre il pubblico continua a spingere. Durante il set i Ragazzi fanno sentire qualcosa di speciale: il nuovo disco, in uscita a ottobre per Motorcity Produzioni. L’esplosione di applausi è fragorosa. I nuovi brani sono schegge impazzite che colpiscono dritte allo stomaco: riff serrati, voci urlate e ritmi spacca ossa. L’energia è così forte che sembra di poterla toccare.
Quando tocca ai Bull Brigade, il clima si carica di un’emozione diversa. Sono gli eroi di casa, e si sente: il pubblico li accoglie come fratelli. Le loro canzoni sono urlate da ogni angolo, i pugni alzati seguono il ritmo della band. Poi arriva uno dei momenti più attesi: “Sulla Collina”. Le luci si abbassano, i fumogeni si accendono e in pochi secondi si alza un unico coro.
E infine, il culmine: i Belli Così. Le luci si spengono, il palco rimane immerso nel buio per qualche secondo, poi il pubblico esplode. Per alcuni è l’occasione di rivedere finalmente sul palco un gruppo che ha segnato la loro giovinezza, per altri la possibilità di vedere dal vivo, per la prima volta, questi veterani della scena, di cui avevano sempre e solo sentito parlare. Le prime note sono un colpo al cuore: ogni pezzo è un viaggio nel tempo, ma con la stessa potenza e rabbia di sempre. Si vedono sorrisi increduli, lacrime che scorrono, gente che urla ogni parola come un mantra. Questo non è solo un concerto: è storia che torna a vivere davanti agli occhi di migliaia di persone.
Ma il Motorcity Summer Fest non è solo musica. Anche quest’anno è arte, cultura e inclusione. Tra i set,i cori,le birre e gli abbracci c’è chi si ferma ad ammirare la creazione di una tavola speciale realizzata da ZeroCalcare, Nino Motorcity Graphics e Luigi Gigio Bonizio che ormai è diventata una tradizione. tre mani, tre stili un solo cuore. l’opera naturalmente è in onore dei Belli Così, che prende forma sotto gli occhi del pubblico. L’odore di inchiostro fresco si mescola alle urla, mentre la musica continua a vibrare nell’aria.
Quando le ultime note si spengono e la folla inizia lentamente a disperdersi, resta addosso una sensazione chiara: il Motorcity Summer Fest non è un evento, è un’esperienza. È una famiglia, un grido collettivo, un pezzo di storia che continua a scriversi. E chi c’era lo sa: certe notti non finiscono mai davvero.








